Se dici Pasqua in Molise dici fiadoni

di Alessia MendozziA tavola!0 Commenti

Se dico ‘Pasqua in Molise’ una delle cose che viene in mente per chi è del posto riguarda sicuramente i fiadoni. Si tratta di una sorta di raviolone, il più delle volte a forma di mezzaluna, dolce o salato, cotto al forno. Prima di continuare voglio fare qualche premessa, doverosa e necessaria quando si parla di cibo e di tradizioni culinarie. I fiadoni sono prodotti tipici non solo del Molise ma anche dell’Abruzzo. C’è da dire che molte pietanze e specialità culinarie accomunano le due regioni. Questo capita solitamente con i territori confinanti, a maggior ragione per due luoghi che hanno formato una regione unica fino al 1963.

Dei fiadoni, dunque, esistono numerose varianti, legate principalmente al ripieno. Si va da quello con il solo formaggio, all’aggiunta – a seconda del paese – di salsiccia stagionata, uvetta, zafferano, noce moscata. Per non fare torto a nessuno, ho deciso di lasciarvi la ricetta che si utilizza a casa mia da qualche generazione, con ripieno salato e con ripieno dolce.

Gli ingredienti per la pasta sono: 300 gr. farina, 6 cucchiai di vino bianco, 3 cucchiai di olio, 1 uovo, sale q.b..
Gli ingredienti per il ripieno salato sono: 250 gr. pecorino non stagionato, 2 uova, prezzemolo e pepe.
Gli ingredienti per il ripieno dolce sono: 250 gr. ricotta (di pecora o di mucca), zucchero e cannella.

Per il procedimento rimando a questo video. Lo so cosa state per dire: ma segnali un video russo che riporta la scritta ‘fiadoni abruzzesi’? Sì, è in russo ma il procedimento qui si capisce velocemente. Sì, c’è scritto fiadoni abruzzesi ma, come vi dicevo, è un prodotto tipico di due regioni.

Non c’è Pasqua senza fiadoni. E nemmeno Pasquetta. È l’elemento aggiuntivo della scampagnata del lunedì. Il ricordo più bello che ho con questo cibo è legato a quando vivevo fuori regione e tornavo per le feste di Pasqua. Mia madre me li faceva trovare nelle due varianti. Facevo colazione con quello dolce e merenda con quello salato e, ovviamente, ne avanzano diversi da portare via.

Una pietanza tipica della propria terra riassaporata dopo un periodo di lontananza, ha un gusto diverso dal solito. È un po’ un ritorno a casa attraverso i sapori, una coccola che sa di famiglia, di una tradizione che ti lega alle tue radici e che ti fa provare anche il sapore di una particolarissima nostalgia…

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