I Misteri di Campobasso

di Alessia MendozziFolklore & Tradizioni0 Commenti

Paolo Scarano / Il diavolo e la donzella

Il Corpus Domini rappresenta una delle principali solennità della Chiesa cattolica. Chiamata anche Solennità del corpo e sangue di Cristo, venne istituita nel 1264 e rappresenta la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. A Campobasso questa festività religiosa è particolarmente sentita ed è celebrata con la sfilata dei Misteri. Per le vie del centro cittadino, il giorno del Corpus Domini sfilano dei particolari carri, detti “ingegni”, che danno l’idea di ‘quadri viventi’. Si tratta di strutture fatte con materiali diversi: la base è di legno, il resto è in ferro e si sviluppa in verticale. Sugli ingegni sono presenti dei personaggi – adulti e bambini – che raffigurano delle scene legate principalmente alla vita di alcuni santi. I bambini, in particolare, sembrano muoversi sospesi nell’aria.

Il merito va a chi ideò – tra il 1766 e il 1768 – queste strutture, lo scultore campobassano Paolo Saverio Di Zinno. I Misteri che percorrono le vie della città, portati a spalla da diversi uomini – dai dodici ai venti, sempre in numero pari – sono: Sant’Isidoro, San Crispino, San Gennaro, Abramo, Maria Maddalena, Sant’Antonio Abate, l’Immacolata Concezione, San Leonardo, San Rocco, l’Assunta, San Michele, San Nicola, Santissimo Cuore di Gesù. Ognuno di essi rappresenta una storia o una tentazione, un vero e proprio quadro vivente, appunto.

Il più impressionante di tutti è sicuramente il Mistero di San Michele per via della presenza dei diavoli. San Michele, infatti, spinse con la spada Lucifero e gli angeli ribelli verso l’Inferno. Su questo ingegno i diavoli si muovono, urlano e interagiscono con il pubblico, con l’intento di rappresentare e provocare le tentazioni.

Tra i miei ricordi di bambina, c’è quello di una sfilata dei Misteri vista con i miei genitori. Durante un momento in cui ero assorta a guardarmi intorno, tra le vie piene di gente, vengo scossa dalle urla di un uomo. Mi giro e il mio spavento raddoppia quando vedo poco distante da me un diavolo con la lingua di fuori. Per anni, ripensando a quella scena, ho riprovato la stessa paura. Crescendo, quel panico si è trasformato in un fascino particolare, quello del male contro il bene, del sacro misto al profano, come espresso in questa meravigliosa immagine catturata dal fotografo Paolo Scarano. Vediamo lo sguardo fisso e deciso del diavolo negli occhi di una donzella che, nonostante sia a pochi centimetri dal suo volto, non si scompone perché non lo teme.

I Misteri sono affascinanti. Come ogni tradizione secolare, portano una lunga lista di aneddoti, personaggi, devozione e attaccamento. Qualcosa che vi invito ad approfondire, visitando il sito dell’Associazione Misteri e Tradizioni. Quello che portano soprattutto, però, è un bagaglio di storie: alcune scritte nei testi sacri e riportate in vita sugli ingegni, altre come quella che vi ho raccontato, di una bambina che nel tempo ha dominato una paura atavica vissuta proprio tra le vie di questa festa…

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