Pellegrinaggio a casa del Diavolo: il martedì grasso a Tufara

Uno degli eventi di carnevale in Molise più suggestivi ha come protagonista un soggetto che non passa inosservato: il Diavolo di Tufara.

Non sono mai stata un’appassionata del carnevale. Fin da bambina non mi ha mai particolarmente attratta questo periodo dell’anno. Del carnevale ho, quindi, ricordi piuttosto sbiaditi, se tralasciamo le festicciole a scuola o i carri di Larino che dal 1975 animano le vie del paese. Ma se c’è una cosa che mi affascina da sempre sono le tradizioni popolari legate a riti antichi, in quello strano connubio tra sacro e profano.

Anche in Molise ci sono tradizioni di questo tipo riguardanti il carnevale. Sono eventi che rievocano antichi rituali contadini che richiamano il passaggio delle stagioni dall’inverno – che è legata alla morte – alla primavera che invece è sinonimo di rinascita, gioia, speranza. Non solo. Rappresentano simbolicamente anche il processo di purificazione dal male. Una di queste tradizioni è il Diavolo di Tufara che si ripete ogni anno il giorno di martedì grasso.

La figura del Diavolo di Tufara rappresenta la passione e la morte di Dioniso, dio della vegetazione. Il diavolo indossa sette pelli di capra e ha il volto coperto da una maschera nera. A fare da guardiani a questa inquietante figura ci sono dei Folletti, che girano con lui per le strade del paese, trattenendolo con delle catene. Ad aprire questo piccolo corteo ci sono due figure che, brandendo una falce, rappresentano la Morte, la quale, con il volto bianco coperto di farina, ha un ruolo purificatore. Il diavolo si dimena, salta, si butta a terra, corre e si avvicina alla gente.

La curiosità era troppa per non assistere a questo evento. Così anni fa ho deciso di vederlo per la prima volta dal vivo. Arrivo a Tufara non avendo ben chiaro come si svolga il tutto, ma a pensarci ora credo che il bello sia stato soprattutto quello. L’effetto sorpresa. Dov’è il diavolo? Ne approfitto, insieme a un’amica, per girare e fotografare i vicoli del paese, visto che quella è la prima volta che ci metto piede. E proprio quando meno me lo aspetto, quando sto conversando di altro con la mia amica e qualche signora del posto, che vedo un movimento da una casa, seguito da un gran frastuono. D’improvviso balzano fuori le figure di cui sopra e poi arriva lui: il diavolo.

Le urla riecheggiano nell’aria, lui si muove come in preda a degli spasmi, imprevedibile e irrequieto. A vederlo da vicino, lo ammetto, fa un certo effetto. Sono sopra una piccola scalinata di una casa e lo filmo, ma avverto anche un po’ di inquietudine. E adesso? Aspetto lì mentre lui e la sua combriccola prendono una strada, poi decido di continuare il mio giro turistico per il paese. Ma c’è poco da stare tranquille perché, dopo un po’, lo vedo sbucare da un’altra strada e correre come un pazzo, urlando a squarciagola addosso alla gente che incontra. Sarà l’effetto sorpresa, sarà la non conoscenza di come funziona e come si svolga questo rito, ma l’inquietudine aumenta, mentre la mia amica inizia a ridere istericamente dicendo “uh Gesù, ho paura!”. Da lì è stato un misto tragicomico, con l’imprevedibilità del diavolo da una parte e la mia amica che fugge dall’altra a gambe levate.

Quando arriviamo in piazza ci rilassiamo un po’. Lo spazio per avvistare il temibile soggetto è più grande e possiamo programmare in anticipo “la fuga”. A parte gli scherzi, è stata un’esperienza unica e devo dire che la consiglio a tutte le persone che non l’hanno ancora fatta. E devo dire che il Diavolo di Tufara è uno degli eventi carnevaleschi che più mi ha divertita. Non prendete impegni il martedì grasso, fate un salto a casa del diavolo! Potrete assistere a uno degli eventi in Molise più particolari che possiate trovare.

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