La poetica delicatezza di parole gentili: le Narratografie di Stefano Di Maria

di Alessia MendozziCultura0 Commenti

Presentazione Narratografie n° 1 a Campobasso / ph. Luca Rossi

Si dice che in Molise non ci sia niente. Niente da fare, niente di interessante, niente che valga la pena raccontare. Chi lo dice dovrebbe leggersi le Narratografie per capire quanto si sbaglia. Perché chi dice questo il Molise non lo conosce o, pur vivendoci, non lo ha mai compreso. In Molise ci si annoia, dicono. Senza comprendere che, talvolta, è proprio dalla noia che si genera la miglior fantasia. Che i sensi si acuiscono alla ricerca di dettagli che gli altri non notano, presi ad abbuffarsi dei continui stimoli di una società dall’obesa iperconnessione digitale che però lascia ancora più affamati.

E nella nostra regione, dove i ritmi sono lenti, dove le cose capitano piano piano, si aggira un giovane uomo, armato di curiosità, fantasia, amore per la sua terra e macchina fotografica, naturalmente. Si fa chiamare Narratografo, ma per gli amici e per la anagrafe è Stefano Di Maria e tempo fa avevo raccontato la sua storia proprio nelle Storie dal Molise.

A Stefano piacciono le storie. Ascoltarle, scovarle, romanzarle. Nel suo sito ne parla già da tempo, ma un giorno decide di raccoglierne alcune in un libro. Affinché qualcosa di tangibile resti. Così prende vita Narratografie n°1, un piccolo volume dove scorrono le vicende di un uomo che sorride gentilmente senza proferir parola, di un altro che pare tutti conoscano ma che alla fine nessuno sa dove sia, di pietre che sono racconti e ognuna di esse è un giorno in più regalato alla vita di un uomo, di segreti d’amore svelati dopo cinquanta anni, di portoni che custodiscono gli unici ricordi rimasti e di lavatoi che di parole ne hanno tante, forse troppe.

Avere questo libricino tra le mani è come custodire un piccolo prezioso scrigno di umanità che splende ogni giorno ma che difficilmente si nota se non ci si concede il tempo per l’osservazione, l’ascolto, il silenzio e la pazienza. Eppure le storie sono tutte intorno e dentro di noi. E non c’è luogo migliore del Molise per poter cogliere l’essenza nelle piccole cose. Il fascino, il mistero, la meraviglia. Perché forse più di tutto oggi questo manca: la capacità e il coraggio di lasciarsi stupire.

Storie narrate con la delicatezza di parole gentili. Un libro che è quasi una magia in questi tempi urlati. Una carezza per l’anima che brama profondità.

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